Il tesoro del Duomo di Messina è una collezione di circa 400 opere di particolare pregio storico e artistico, donate da sovrani, vescovi, nobili e umili popolani in segno di fede e di ringraziamento a Dio e devozione alla Madonna della Lettera, patrona della città. Il museo si articola in quattro sale che accolgono opere liturgiche, in maggior parte realizzate da orafi e argentieri di scuola messinese, databili tra l'Alto Medio Evo e il XX secolo e costituenti, in senso lato, l'arredo della Basilica.
Nella prima sala sono esposte le opere più antiche, tra cui:
* Lampada in cristallo di rocca, detta "Pigna", di foggia piramidale. E' l'opera più antica del tesoro, databile tra il 969 e il 1250. Presumibilmente utilizzata in origine come lampada per la Cappella del Sacramento, divenne in seguito reliquiario da processione, del Sacro Cappello della Madonna della Lettera.
* Braccio reliquiario di San Marziano, primo vescovo e protomartire di Siracusa. Il Braccio, commissionato dal prelato inglese Richard Palmer, è rivestito da un'insolita manica imbutiforme, in argento dorato, lavorato a sbalzo e a cesello, da cui attraverso un delicato merletto, fuoriesce la mano benedicente alla maniera greca. Sec. XII
* Calice in argento dorato con smalti traslucidi, raffiguranti Santi diversi, La Madonna e il Cristo Crocifisso. Jacopo Sirio. Sec. XIV
* Ostensorio in oro con smalti raffiguranti scene dell'Antico e Nuovo Testamento: l'opera particolarmente pregevole, presenta sulla base, quattro angeli in adorazione. La raggiera è decorata da diamanti a tavoletta e da smalti rossi. Cesare del Giudice. Sec. XVI
* Ostensorio in argento. Due angeli genuflessi, con pellicano al centro, sorreggono la raggiera. Il ricettacolo è decorato da una doppia cornice di diamanti a rosetta. Francesco Bruno. Sec. XVII
Nella seconda sala si custodiscono le opere più preziose del Tesoro:
* La secentesca Manta d'oro della Madonna della Lettera. Il suo utilizzo ci rimanda alla tradizione orientale di rivestire le immagini sacre con coperture in oro o argento, lasciandone scoperte solo i volti e le mani. Il Senato Messinese commissionò l'opera all'orafo e scultore fiorentino Innocenzo Mangani, affinché fosse applicata sul quadro che si trovava sull'altare maggiore della Cattedrale. Per la sua realizzazione, fu imposta una tassa agli studenti laureandi dell'Ateneo messinese, per l'importo complessivo di 30.000 scudi. La Manta è interamente in oro finemente cesellato con motivi floreali e geometrici. Alla preziosità della materia e al pregevole lavoro di cesello si sono aggiunti nei secoli numerosi gioielli con smeraldi, brillanti, zaffiri, diamanti e altre pietre preziose, dono devoto di sovrani, regine, nobili e vescovi in segno di profonda devozione alla Madonna della Lettera. Dat. 1661-1668
* Due grandi candelieri, in lamina d'argento sbalzata e cesellata, opera della bottega degli Juvarra e D'Angelo. Dat. 1701
* Ostensorio raffigurante il Sacrificio d'Isacco; la raggiera è decorata da smeraldi e diamanti. Dat. 1724
* Paliotto d'altare in lamina d'argento lavorata a sbalzo e cesello, applicata su un pannello in seta gialla laminata argento. Didaco Rizzo, Bartolo Provenzano. Sec. XVII
* Statua in argento raffigurante S. Rosalia, dono della città di Palermo nel 1673
Nella terza sala sono esposte opere che si datano tra la seconda metà del Settecento e gli inizi dell'Ottocento tra cui si citano:
* Serie di vasi portapalma, in argento. Ornavano l'Altare Maggiore della Cattedrale durante le celebrazioni solenni. Sec. XVII-XIX
* Ostensorio raffigurante S. Teresa d'Avila. Di particolare pregio la decorazione della raggiera con perline e altre pietre preziose che formano spighe di grano e grappoli d'uva. Dat. 1766
* Croce d'altare in argento e bronzo dorato. Ai lati del Cristo, angeli sorreggono i simboli della Passione. Dat. 1711
* Ostensorio in argento dorato, raffigurante il trionfo della Fede. Sec. XIX
Nella quarta sala sono esposte opere dell'Ottocento e del XX secolo, tra cui:
* Leggìo d'altare in argento dorato, raffigurante l'Immacolata. Sec. XIX
* Statua raffigurante il Cristo Risorto, argento, argento dorato. Sec. XIX
* Calice donato da Papa Giovanni Paolo II, in occasione della Canonizzazione di S. Eustochia Smeralda Calafato, avvenuta a Messina nel 1988.
(Per informazioni sul Tesoro del Duomo Tel/Fax 090675175)
Orari Apertura:
Aprile-Ottobre tutti i giorni 09,00-13,00 e 15,30-18,30
Novembre-Marzo dal Lunedì al Sabato dalle 09,00 alle 13,00
Domenica e Festivi 10,00-13,00 e 16,00-18,30