Santa Maria della Valle

"La Badiazza"

 

La chiesa di S. Maria della Valle, comunemente detta dai Messinesi "La Badiazza", è situata sul greto del torrente omonimo, ai piedi dei colli S. Rizzo.

Fu edificata sul finire del XII Sec. o secondo alcuni durante la reggenza della Contessa Adelaide, madre di Ruggero II, forse su ruderi romani. Alla chiesa, intitolata allora a S. Maria della Scala per via di un quadro raffigurante la Stessa pervenuto in forma miracolosa alla chiesa nel 1167/8, era annesso un grande monastero, servito da monache benedettine. Godette fin dalla sua costruzione di particolari esenzioni e di privilegi, fu particolarmente cara alla regina Costanza, moglie di Enrico VI e madre di Federico di Svevia che nel 1221 la dotò di ulteriori rendite e possessioni. In questo periodo probabilmente la vecchia chiesa Normanna fu abbattuta e fu costruita quella attuale.

Il monastero nel 1282 servì da prigione per alcuni nobili Angioini, e nell’assedio che seguì i vespri patì un incendio e parecchi danni.

In questo luogo nel settembre del 1282 il capitano del popolo Alaimo da Lentini dopo avere sconfitto Carlo d’Angiò accolse il nuovo re Piero IV d’Aragona.

Nel 1303 la chiesa fu abbellita con stucchi e mosaici di grande pregio, qui si conobbero e forse sposarono Federico II d’Aragona ed Eleonora d’Angiò.

Verso il 1347 la chiesa fu abbandonata a seguito della tremenda epidemia di peste e alle continue inondazioni causate dal torrente, le monache costruirono una nuova chiesa e un nuovo monastero in città, ma vi si trasferirono solo nel 1466 portando con loro il quadro e il titolo di S. Maria della Scala.

La Badiazza rimase allora come sede estiva, ma avendo il Concilio di Trento vietato alle suore di clausura di lasciare il monastero di residenza, essa a partire dal XVI sec. cadde nel più completo abbandono, alla mercé di vandali e alluvioni.

Al giorno d’oggi dell’imponente complesso restano solo i ruderi della chiesa. Fu sterrata nel 1923 e nel 1967 fu recintata con un alto muro di protezione, l’ultimo restauro risale al 1987/88.

L’interno della chiesa si caratterizza per un bellissimo arco acuto che definisce l’abside centrale,dalla cupola impostata sui pennacchi e dai capitelli floreali tipici del periodo di transizione dal bizantino al romanico. Verso gli anni venti mons. Giovanni Cara prese a consuetudine dirigere un folto gruppo di pellegrini verso la chiesa, per mantenere vivo l’interesse nei suoi confronti e ricordare l’antica cavalcata che facevano i Cavalieri della Stella e i senatori del tempo per ricevere dalle mani dell’abbadessa della chiesa lo stendardo con il quale si inaugurava la Fiera franca del Santo sepolcro istituita da Federico III d’Aragona. Tale lodevole iniziativa fu ripresa nel 1947 da Don Giovanni Pulejo parroco della chiesa di S. Andrea, fece dipingere un quadro della Madonna della Scala e ogni anno il 2 agosto ripete il pellegrinaggio, recitando la Santa Messa ai piedi della chiesa appendendo il quadro al muro esterno, o al muro d’argine e poi riportando il quadro alla chiesa. Al termine della Celebrazione i fedeli si sparpagliano per il luogo che circonda l’antica chiesa passando una piacevole mezza giornata.