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Sorge sul colle dell'Oliveto
e la prima costruzione fu aperta al culto nel 1888 ad opera dei PP. Cappuccini
che la ingrandirono successivamente nel 1906. Crollata nel 1908, ad eccezione
del Simulacro della Madonna, prima
nel 1909, poi nel 1912 ed infine nel 1935, i PP. Cappuccini riedificarono il
Santuario, unitamente al Convento annesso. La ferocia bellica però, nel 1943
distrusse ancora una volta l'opera santa e l'attuale complesso poté essere
riaperto al culto solo nel 1951, ricostruito dall'ing. Giovanni Crinò, su
progetto dell'architetto Filippo
Rovigo. All'interno la navata
centrale poggia su anelli pilastri polistili che, sormontati da archi ogivali
di puro stile gotico, conferiscono all'insieme slancio ed ieraticità. La
copertura a spiovente è realizzata con soletta rivestita in legno. Sull'altare maggiore, tutto
in marmo finemente lavorato, spicca il gruppo statuario in legno della Madonna
del Rosario col Bambino, con S. Domenico e S. Caterina, opera degli artigiani
di Ortisei. Quindici grandi dipinti, opera di P. Dionigi da Adrano, illustrano
i misteri del Rosario. A sinistra, entrando, è degno di nota l'altarino del
1960, in legno finemente intarsiato, opera di Fra Vincenzo da Catania. Sul prospetto esterno, nel
triangolo, troneggia la stessa Madonna di Pompei in un grande mosaico di
squisito effetto. Un bel rosone nel corpo del campanile ed una serie di finestre bifore a volta gotica unitamente a cinque statue di pregiata fattura, completano la facciata nel cui mezzo s'apre un portale artisticamente lavorato.
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